CORONAVIRUS UNA GUERRA NELLA GUERRA CONTRO UN NEMICO INVISIBILE

Vorrei raccontare secondo per secondo ogni istante che sto vivendo svolgendo servizio in ambulanza a Roma con il 118. Le parole mi mancano ma per fortuna qualcuno ci assiste . Familiari che ci consegnano il proprio caro e prima di partire a sirene spiegate verso l'ospedale indicatoci dalla centrale, l'ultimo saluto fatto in pochi secondi , leggiamo neglio occhi del parente ( forse anche lui contaggiato )                  " CIAO AMORE MIO FORSE A PRESTO ".  Forse questo è il primo e unico nemico che sta uccidendo ancora prima di incontrarlo. Le immagini trasmesse in tutti media ci hanno fatto vivere emozioni  vere ma dentro uno schermo freddo e piatto. Noi in ambulanza , quando squilla il telefono della centrale per passarci un soccorso ci guardiamo in faccia e mentre ci vestiamo alla meno peggio con tute e mascherine e guanti , cerchiamo di caricare sotto la mascherina un sorriso e da lontano prima di avvicinare il paziente lo lanciamo a lui. In 812 dodici trasportati alla data odierna , qualche volta ha funzionato.